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  scopriamo Positano  
     
  La storia  
     
 

L’origine di Positano risale alla preistoria, infatti è stato datato intorno ad 11.000 anni, periodo dell’ultima glaciazione, il reperto archeologico di un pasto a base di cervo ritrovato in una grotta di Sponda.
Il nome Positano, probabilmente, risale al periodo dell’espansione greca nel Mediterraneo. Il nome richiama il dio del mare Poseidone, divinità ellenica.
 
L’età medievale
In epoca romana, Positano era famosa perché l’imperatore Tiberio, rifugiatosi a Capri per sfuggire all’odio dei Romani, mandava i suo servi per rifornirsi della farina per fare il pane non volendo utilizzare quella del posto in quanto temeva di essere avvelenato. Il mulino sorgeva nella Piazza dei Mulini e funzionava fino a qualche anno fa.
Positano fece parte della Repubblica di Amalfi dal sec. IX all’XI.
 In particolare la cittadina è rinomata nel secolo X come un centro commerciale sviluppato tanto da essere in concorrenza con la rinomata Venezia. La popolazione era molto attiva e non rinunciava ai commerci pur non avendo un porto che potesse ospitare le navi.

 

L’età moderna
Nel sec. XV Positano divenne famosa perchè Flavio Gioia. un suo cittadino studioso di matematica e di professione nocchiero, aveva inventato la bussola. Il Cinquecento fu un periodo triste per il paese a causa della diffusione della peste in tutta la costiera amalfitana. Si verificarono, inoltre, molti saccheggi ad opera di briganti che scendevano dai monti e di pirati saraceni che infestavano in quel periodo le coste di tutto il Mediterraneo. Nella seconda metà del ‘500 Positano fece costruire delle torri di avvistamento così come aveva ordinato il viceré Pietro da Toledo. Le più importanti torri furono quella di Sponda, di Trasita e quella di Fornillo. Nonostante le opere difensive costruite,  Positano non riuscì a sottrarsi all’incendio appiccato dalle truppe di Solimano II, imperatore turco.
Notevoli furono anche i disagi provocati da una cattiva amministrazione da parte dei baroni e dei ministri che cercavano in tutti i modi di vessare la popolazione.
Un anno fondamentale per la storia di Positano è il 1668. Essa si proclamò “città regia” dopo aver pagato un riscatto dalla feudalità di 12.943 ducati. Da quell’anno s’incrementarono  i commerci con Cipro, con la Grecia, con la Puglia, con la Calabria. I Positanesi raggiungevano tutti i porti del Mediterraneo utilizzando feluche, polacche, galeotte. Risale a quel periodo la costruzione di molte case che ancora oggi si possono ammirare e che si caratterizzano per lo stile barocche con decorazioni particolarmente ricche.

 

L’età contemporanea
La decadenza di Positano fu segnata dall’avvento del vapore nell’Ottocento. I positanesi non furono in grado di costruire navi veloci ed avanzate tecnologicamente, iniziò così il fenomeno dell’emigrazione verso le Americhe causando una perdita di braccia lavoro e una decadenza degli arredi urbani.
Durante la prima guerra mondiale, molti positanesi morirono per la patria. Nel paese si rifugiarono grandi artisti e letterati russi e tedeschi che, con le loro opere, lo fecero conoscere  al mondo intero. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, pittori, registi, scrittori, attratti dal clima, dal paesaggio, dalle caratteristiche urbanistiche di Positano, dallo stile di vita dei pescatori, hanno ristrutturato casupole, conventi, hanno costruito ville sontuose.
Oggi Positano è un centro turistico famoso in tutto il mondo e non teme rivali.

       
 

 
 
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