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  scopriamo Amalfi  
     
  La storia  
     
 

Amalfi trova le origini del suo nome nella mitologia; secondo la leggenda, infatti, il luogo prende il nome dalla ninfa Amalfi, amata da Ercole, sepolta in questa terra per volontà degli dei.
Lo storico Arrigo Bremmano fa risalire la nascita della città al V secolo d.C.; egli narra che Costantino I avrebbe convinto alcuni nobili romani a trasferirsi a Costantinopoli. Costoro si imbarcarono a Brindisi ma, a causa di una tempesta, furono costretti a trovare riparo in Dalmazia. Ritornati in Puglia, fondarono Melfi in Lucania e, in seguito, Amalfi. Il nome Amalfi sarebbe in realtà l’esito di a “Melphes”, attestato in questa forma nel senso di “(venuti) da Melfi”.
L’Alessio, studioso di toponomastica, sposta l’origine del toponimo, e quindi l’esistenza della città, a un’età precedente a quella dei Romani: egli parla infatti di navigatori di origine egea, che popolavano le coste del Salernitano ben prima della fondazione della Magna Grecia.
Sicuramente abitata dai Romani, Amalfi compare nei documenti storici solo intorno al ‘600, al tempo delle prime invasioni longobarde, come castrum (fortezza adibita alla difesa) del Ducato di Napoli.


La vocazione marittima della città trova conferma nell’attribuzione ad un marinaio amalfitano, Flavio Gioia, autore dell’invenzione della bussola.
Nel IX secolo, Amalfi si staccò dal Ducato di Napoli costituendosi in stato autonomo.
Nel periodo della massima espansione, si avverte la rivalità con le altre città marinare, Pisa, Genova e Venezia. Il periodo più florido va dal 966 al 1004; il commercio e il traffico marittimo godono di una grande floridezza, e i mercanti amalfitani hanno proprie colonie nelle città più importanti del Mediterraneo.
La decadenza di Amalfi comincia con la sottomissione nel 1039 da parte di Guaimario V, principe di Salerno.


Antico convento trasformato in cimiteroAmalfi, nel 1135, viene attaccata e messa a ferro e fuco da Pisa, sua antica rivale nei commerci. La potenza marittima di Amalfi è giunta al tramonto.
Passati i secoli gloriosi di Amalfi medioevale, la storia della città comincia ad essere caratterizzata dalla grande scarsità demografica, da un isolamento dell’entroterra e da incursioni piratesche dal mare e di briganti da terra.
All’inizio del Novecento Amalfi,  riscoperta come ricercata meta turistica, vedrà risollevarsi le sorti della propria economia. Il turismo, dapprima elitario, poi sempre più di massa, ha dato origine ad un sistema di microattività integrate tra loro, legate ai servizi di ricettività. Attività alberghiere e di ristorazione sono oggi il fulcro dell’economia amalfitana, resta comunque importante l’attività della pesca.

 

AMALFI OGGI

 

Veduta di AmalfiAmalfi oggi si presenta come una piccola città dalle case bianche. Addossata ad uno scosceso pendio nel vallone scavato dal fiume Chiarito (o Canneto) in una zona priva di pianori e di terrazze, la cittadina è stata costretta ad adattarsi alle asprezze del territorio. Sul porto si affaccia la Piazza Flavio Gioia, con il monumento dedicato al presunto inventore della bussola, da qui inizia il lungomare; nei pressi si aprono, al principio della strada che porta a Positano, le arcate ogivali a vetri  degli antichi Arsenali della Repubblica, costituiti da suggestivi locali dall’altissimo soffitto a doppia volta a crociera, riparo per le navi amalfitane e luogo dedicato alle attività mercantili, oggi utilizzati per mostre d’arte ed esposizioni. Sulla destra dell’ingresso degli Arsenali si apre uno stretto passaggio, la porta della Marina, uno degli accessi medioevali alla città dal lato del lungo mare. Sul retro, nella piazzetta triangolare con la barocca fontana di S.Andrea, domina sopra una scalinata l’alta facciata del Duomo rifatta nell’ Ottocento

 

 

 
 
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