Natale a Napoli significa anche poter assistere a “La Cantata dei pastori”. Si tratta di una rappresentazione teatrale in tre atti che ha origini molto antiche, risale infatti alla fine del Seicento ed è opera di Andrea Perrucci, commediografo siciliano. La sacra rappresentazione nacque nel periodo della Controriforma ed intendeva celebrare la Natività di Gesù.
Nel corso dei secoli la trama è stata rimaneggiata, sono stati aggiunti personaggi nuovi, tutto in funzione di una maggiore fruibilità da parte di un pubblico essenzialmente popolare. Molte sono le figure inserite in epoche successive alla stesura della Commedia che rappresentano la realtà popolare come quella di Sarchiapone, un barbiere napoletano che si trova in Galilea per sfuggire alla galera. L’alter ego di Sarchiapone è rappresentato da Razzullo, uno scrivano napoletano del Settecento. Dall’iniziale trama d’impostazione strettamente religiosa e moraleggiante, i rifacimenti continui hanno reso “La Cantata dei pastori” un testo teatrale avvincente per la vivacità delle battute e per la gestualità dei personaggi.
La trama in breve: Maria e Giuseppe sono in viaggio da Nazareth a Betlemme ma il loro cammino è ostacolato dalle forze del Male (Belfagor, Satana, Astarotte). Alla fine queste ultime verranno sconfitte grazie all’arcangelo Gabriele e il sipario cala sulla scena finale della Natività.