Il Papa Gregorio XVI rese indipendente questa chiesa dalla Curia di Napoli concedendole il privilegio di poter officiare le messe con l'altare rivolto verso i fedeli.
La chiesa fu commissionata dal re Ferdinando I per sciogliere un voto fatto a San Francesco nel periodo del dominio di Gioacchino Murat per ritornare a Napoli. La costruzione della chiesa, realizzata dal 1817 al 1836, fu affidata a Pietro Bianchi. Essa si presenta sulla falsariga del Pantheon, è infatti al centro del porticato ad emiciclo, ha una cupola con un alto tamburo.
Un ampio pronao con sei colonne ed un timpano triangolare sulla cui sommità sono poste tre statue (Religione, San Ferdinando di Castiglia, San Francesco di Paola) conduce all’interno. Quest’ultimo è a pianta circolare con una cupola a lacunari e rosoni di pietra calcarea sostenuta da 34 colonne in marmo. Ai lati ci sono sei cappelle rettangolari coperte da lacunari.
Il pavimento è di marmo e presenta un disegno geometrico. L’altare maggiore è in marmi policromi, pietre dure e lapislazzuli, opera del Fuga. Una grande tela che raffigura San Francesco di Paola nell’atto di resuscitare il giovane Alessandro si trova sull’abside.