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  Parco vergiliano a Piedigrotta  
     
 

Da non confondere col più noto Parco Virgiliano, quest'area sorge ai piedi del costone tufaceo di Posillipo.
 Il Parco deve il suo nome al mausoleo-tomba di Virgilio, ivi ubicato. Il poeta visse a lungo a Napoli, e in epoca medioevale la popolazione lo considerò il patrono della città, attribuendogli poteri magici e, tra l'altro, la leggenda dell'uovo che dà il nome al Castel dell'Ovo. La sua tomba fu perciò un vero e proprio luogo di culto, anche se non vi è alcuna certezza che si tratti proprio del sepolcro del poeta.
Una scalinata stretta scavata nel tufo permette di raggiungere il mausoleo che si trova in posizione elevata, all'imboccatura della Crypta Neapolitana ed è detto colombario, per le numerose nicchie scavate al suo interno.  Ha un basamento quadrato entro cui è ricavata la camera sepolcrale e un tamburo cilindrico sovrapposto. All’esterno ci sono varie iscrizioni fra cui quella risalente al 1544: “ Qui cineres? Tumuli haec vestigia; conditur olim – Ille hic qui cecipit pascus, rura, duces” ( Quali ceneri? Sono questi gli avanzi di un tumulo; qui fu una volta sepolto che cantò i pascoli, i campi, gli eroi).
 
Un po' più giù, a poca distanza dall'ingresso, c'è invece la tomba di un altro grande poeta, che trascorse anch'egli gli ultimi anni della sua vita in queste terre: Giacomo Leopardi. Questi fu sepolto in principio nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, nonostante fosse morto nel corso di un'epidemia di colera, per cui, senza l'intervento del conte Ranieri, sarebbe finito in una fossa comune. Nel 1934, quando il Parco Vergiliano fu costituito, le spoglie del poeta furono trasferite qui, e furono posti il monumento e la lapide che consacra il sepolcro del poeta come monumento nazionale.

A destra della tomba, in basso,  c’è la Grotta Vecchia o Romana di Posillipo ( da cui derivano i nomi di Piedigrotta e Fuorigrotta) detta dagli antichi Crypta Neapolitana. Fu scavata  nel I secolo a.C. dall’architetto Cocceio, per collegare Piedigrotta con Fuorigrotta; più volte restaurata e ampliata ha perso quasi del tutto la forma primitiva. All’interno ci sono affreschi medievali.
Fu utilizzata per secoli,ma oggi è caduta  in disuso per i diversi crolli che si sono verificati.

 

 
     
     
     
 
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