Leggende: Il coccodrillo e le prigioni del Castel Nuovo
Il Maschio Angioino ha due locali sotterranei adibiti a prigioni: uno si chiamava “fossa del miglio” un altro “prigione della congiura dei Baroni”.
Il primo traeva il nome dall’utilizzo che inizialmente se ne faceva infatti era un deposito per il grano, solo in seguito vi furono rinchiusi dei prigionieri condannati a pene severe. Fu allora che prese il nome di “fossa del coccodrillo”. Narra la leggenda che i prigionieri ivi rinchiusi scomparivano all’improvviso; fu allora predisposto un controllo maggiore e si venne a conoscenza della presenza di un coccodrillo che entrava da un’apertura nella parete, azzannava i prigionieri e li trascinava con sé in mare. Pare che l’animale fosse giunto a Napoli seguendo una nave proveniente dall’Egitto. Appurato il fatto, si decise di dare in pasto al coccodrillo tutti i prigionieri che si voleva eliminare senza far sapere niente.
Infine l’uccisione del rettile fu attuata utilizzando come esca una coscia di cavallo.
Il coccodrillo fu poi impagliato ed appeso sulla porta d’ingresso.