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  Museo Correale di Terranava  
     
 

Museo Correale  SorrentoLa Fondazione Correale di Terranova fu istituita nel 1902 grazie ai lasciti testamentari di Alfredo e Pompeo Correale discendenti di una famiglia di Conti sorrentina.
Venne così istituito l’attuale Museo intitolato con il loro nome all’interno della “Villa alla Rota” di loro proprietà, con l’ordine di ospitare le loro collezioni di arte pittorica e decorativa. La donazione Correale comprende inoltre un giardino ed un vasto fondo rustico, le cui rendite, per volontà dei Fondatori, devono contribuire al mantenimento dell’Ente.
Il Museo, inaugurato nel 1924 da Giovanni Gentile, è suddiviso su tre piani con 24 sale. Dalla terrazza della villa si gode un bellissimo panorama, aperto sul Golfo di Sorrento, si passa poi al giardino del Museo, una tranquilla passeggiata tra piante secolari e platani che conduce ad un belvedere che cade a strapiombo sul mare

Il museo ha la forma di un rettangolo, che presenta al piano terra, sulla facciata principale orientata a ovest, due corpi sporgenti; al centro vi sono tre campate arcuate e con pilastri listati. La campata di mezzo inquadra il portale d’ingresso che presenta un arco a tutto sesto e piedritti con bugne lisce  Lo stemma dei Correale è in marmo ed è posto sulla chiave di volta dell’arco.
Simmetricamente rispetto a questo motivo centrale, sporgono in avanti, formando una corte aperta verso la strada, due corpi bassi che fungono da terrazze al piano nobile dell’edificio.

Al piano terra si può visitare la sezione archeologica che propone al visitatore una ricca testimonianza della storia antica di Sorrento. I reperti risalgono all’età imperiale, è presente un’ara scolpita sui quattro lati con episodi commemorativi dell’inaugurazione del tempio di Vesta sul Palatino; su di essa probabilmente c’era una statua dedicata ad Augusto. Nella sala inoltre si possono ammirare reperti provenienti dalle necropoli della Penisola Sorrentina, frammenti di plutei, amboni scolpiti a pegasi, grifoni ed aquile risalenti al IX- XII secolo.
Sempre nelle sale del piano terra sono esposti dipinti e arredi. La sezione pittorica propone il ritratto, risalente alla seconda metà del sec. XIX, che raffigura Alfredo Correale, la moglie Angelica De’ Medici ed il conte Pompeo Correale. A destra c’è l’albero genealogico della famiglia e la livrea del casato. Pregevole è anche la sezione degli arredi con cassettoni e comodini napoletani del XVII secolo, intarsiati con strumenti musicali e maniglie in smalto francese; sedie e trumeaux stile Luigi XV. Sono da ammirare le sedie, tavole e pannelli della tarsia sorrentina, dono dello scrittore Silvio Salvatore Gargiulo. Ricca la collezione di orologi francesi ed inglesi del XVII – XIX  secolo, vetri di Murano e Boemia, argenti del Settecento.
Dal lato sinistro dell’atrio si accede allo scalone d’onore che porta ai piani superiori, disegnato nel corso del ‘700 dal Regio Ingegnere Giovan Battista Nauclerio. I pianerottoli sono abbelliti da balaustre in piperno con motivo di volute.
 Al primo  piano sono due le sezioni che si possono ammirare: la pittorica e quella delle porcellane. La sezione pittorica propone ritratti di gentiluomini e dame nonché paesaggi.
Sono di matrice caravaggesca la “Pietà” di A. Vaccaio e Sant’Ignazio. I paesaggi sono di Domenico Gargiulo e “Marina con pescatori” di Salvator Rosa.
Nella sezione delle porcellane vi sono orcellane orientali dei secc. XVIII-XIX. All'ingresso del secondo piano, uno splendido arredo da farmacia, lavoro napoletano del Settecento, contiene parte di un servizio di piatti in maiolica di Marsiglia, (seconda metà del secolo XVIII), Manifattura Veuve Perrin.
Al secondo piano sono esposti quadri della scuola di Posillipo (Giovan battista Ruoppolo, Andrea Belvedere, Gaetano Cusati). La scuola era formata da artisti napoletani e stranieri. Questi ultimi, infatti, giunti in Italia sull’onda del Grand Tour dipingevano sul posto dei piccoli quadri che rappresentavano con vivacità di colori ed immediatezza le caratteristiche del paesaggio sorrentino e napoletano.

 

La famiglia Correale
 
Il cognome “Correale” rimanda al ducato bizantino dove, fin dal X secolo, era presente un Ordo curialum, ossia una corporazione di curiali, professionisti ai quali era dato potere certificatorio e probatorio nella redazione di documenti pubblici e privati.
Secondo lo storico Francesco Pansa, i primi Correale, insediatisi nel corso del XIII secolo a Sorrento, provenivano dalla città di Scala. Alla famiglia fu concessa la donazione burgensatica di un territorio demaniale il 13 luglio 1428 dalla regina Giovanna II d’Angiò. Il territorio denominato “Capo Cervulo” si estendeva dalla prima Porta di Sorrento fino al mare. Il privilegio fu confermato da Ferdinando d’Aragona con un diploma del 4 novembre 1481 a Nicola Correale.
Su Capo Cervolo i Correale investono notevoli somme di denaro e riescono a farlo diventare un porticciolo mercantile, invidiato dalle altre famiglie sorrentine.
Nel 1535 Onofrio Correale sposa Ippolita de Rossi, sorella di Porzia, madre del celebre Torquato Tasso, i cui scritti originali sono conservati nella biblioteca del museo. In seguito, nell'800, i Correale si presentano come una famiglia nobile che vive fra Napoli e Sorrento, dedita ad interessi culturali e mondani. I Correale sono registrati nel Registro delle Piazze chiuse col titolo di “Conti di Terranova”.
Dal matrimonio di Francesco Maria Correale con Maria Clelia Colonna nascono nel 1827 Alfredo, e nell’agosto 1829 Pompeo.
Particolare attenzione fu dedicata all'educazione dei fratelli Correale, che, tra l'altro, presero lezioni di disegno da maestri internazionali dell'epoca, come Teodoro Duclère e Giacinto Gigante. Nel decennio 1858-68 Alfredo e Pompeo Correale, scapoli trentenni, compiono una serie di viaggi in Europa. Dotati di un bagaglio di istruzione – documentato nel registro di note e spese tenuto dalla madre, Clelia Colonna Correale - costituito da lezioni di italiano, francese, inglese, musica, canto, ballo e disegno, nonché legge, matematica e fisica; quindi ben attrezzati anche per conoscere il moderno gusto europeo per le arti applicate occidentali e orientali, si muovono per visitare, fra l’altro, il parigino Museo Cluny, quello londinese di Kensington, il museo industriale di Torino.
Ma un altro evento, che sicuramente contribuì a suggerire ad Alfredo e a Pompeo l’idea del loro ‘museo’ fu l'Esposizione nazionale di Belle Arti di Napoli, nel 1877. Il merito più grande di Alfredo e Pompeo fu quello di pensare alla collettività e a quelli che sarebbero venuti dopo di loro. I due fratelli desideravano rendere partecipe il pubblico della straordinaria ricchezza, proprio in virtù della varietà e unicità di oggetti, della collezione di famiglia, che fu perciò donata insieme alla propria casa alla città di Sorrento. Pompeo Correale muore celibe il 12 Aprile 1900; il fratello Alfredo, sposato nel 1878 con Angelica de’ Medici dei Principi di Ottajano, muore il 16 agosto 1902.

 

     
 
 
 
 


 
 
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